Non solo Pefok

Subito una premessa, doverosa: “Si però tre a zero al 45’…” Ecco i soliti criticoni che alla vigilia davano per spacciata la squadra della Capitale: “Con il Leverkusen? Ma dai, l’YB fuori subito! Vuoi mettere la Bundesliga con la Super League?” Infatti quattro a tre per noi! Risultato che tiene aperto il passaggio agli ottavi. Pur vero che i primi 10′ della ripresa sono stati difficili, ma decisivi sono stati gli errori prima del capitano, poi del vice capitano. Il primo si è fatto sorprendere da Schick nel colpo di testa; il secondo non ha trattenuto una palla facile facile che gli è rimbalzata sul petto per poi finire ancora sui piedi dell’attaccante ceco per una sua doppietta in Europa.

Il primo tempo è stato uno spot da regalare agli amanti del calcio. I Campioni di Svizzera hanno giocato con la disinvoltura della grande squadra. Ci hanno messo tre minuti per far capire ai tedeschi, del DS Rudi Voeller, che la serata non sarebbe stata facile per gli ospiti. Incredibile il terzo gol. Un recupero di Lefort, lancio per Elia che si invola e con freddezza mette dentro la rete del tre a zero. La partita perfetta. Quando tutto sembrava incanalarsi al meglio. Poi il secondo tempo, come detto sopra. Quando tutto faceva pensare al pareggio con tre reti per parte che le emozioni si fossero calmate a pochi secondi dalla fine arriva il guizzo di Gaudino che colpisce, con un tiro teso, il palo. Arriva Pefok ben piazzato palla in rete. L’urlo! L’YB ha vinto!

Questo Young Boys deve fare entrare nella sua testa che nessun obiettivo gli è vietato. Di essere una squadra forte, come lo scorso anno, senza sentire (in molti) che sentenziano che i gialloneri sono meno forti di un anno fa, ma continuano a vincere facile in Svizzera per assenza di competitori. Parole da tenere bene in mente quello di Seoane, nel dopo partita, per l’elogio fatto al calcio svizzero in toto: giocatori e allenatori. Detto ciò i ragazzi di Seoane devono usare la testa. Non farsi intossicare dalle chiacchiere di essere meno pronti e meno forti e credere davvero che possono e sanno giocare anche con le grandi d’Europa.

Una sola tristezza: la mancanza dei TRENTAMILA del Wankdorf. Pensate che spettacolo che sarebbe stato. Maledetto COVID!

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