Di Flavio Ferraria
L’anno calcistico 2019 si è chiuso con lo “zero assoluto” di Lugano. Zero gioco, zero tiri in porta. Zero a zero il risultato. Unica cosa positiva per l’ultima partita del 2019. I primi sei mesi dell’anno ancora in corso sono stati una cavalcata fantastica. Già a febbraio si poteva pensare realisticamente di avere mezzo titolo in tasca e così fu. Infatti il 14 di Aprile la vittoria al Letzigrund contro lo Zurigo concede matematicamente il titolo di Campione Svizzero 2018-19 con sette giornate alla fine del torneo: mai successo fino ad ora. I record cadono uno ad uno: 99 gol segnati con 91 punti; una differenza reti di 63 gol tra fatti e subiti. Poi con l’arrivo dell’estate le cessioni -programmate ed inevitabile- di Mbabu, Sow e Benito e il ritiro dal calcio del Capitano Von Bergen. Si gira pagina.
La fortuna, nel secondo semestre, non ha aiutato i gialloneri. Il primo segnale già al 70′ nell’ultima partita di campionato. Lauper si rompe il crociato. Poi è stato un susseguirsi di infortuni. Camara si frattura il perone in allenamento, Spielmann per un fallo “assassino” in Coppa Svizzera starà fuori mesi. La lista si allunga e a turno toccherà a Sierro, Gaudino, Lustenberger, Hoarau. Poi lui: Sulejmani. Già! La sua mancanza si è sentita parecchio. Fatto sta che Seoane ha dovuto avvalersi dei soliti 13/14 giocatori con ben tre competizioni da giocare: Campionato, Coppa Svizzera e UEL.
L’YB ha cominciato a traballare tra ottobre e novembre: prima in casa con la vittoria sofferta nel derby (4-2); poi perdendo inesorabilmente a Ginevra: 3-0. Primi segni di un cedimento fisico. Ma la volontà di lottare, sudare e il grande spirito di gruppo ha fatto si di vincere partite sulla carta già scivolate via. Due 4-3 da brivido. Prima contro il San Gallo, poi a Sion. Al novantesimo di queste due partite si capiva che la squadra della Capitale era oramai con il fiato cortissimo e avrebbe avuto enormi difficoltà a finire il 2019 in modo degno. Contro il Porto, in UEL, sarebbe bastato un pari per andare ai sedicesimi. La testa però non dava segnali alle gambe. Partita persa. Qualificazione compromessa. Dopo tre giorni a Basilea la conferma che i ragazzi di Seoane erano alle corde e se fosse stato un incontro di boxe dall’angolo sarebbe stata gettata la famosa spugna. Ma stiamo nel gioco del calcio e dunque avanti. Tre a zero per i rivali di sempre. A Glasgow, i ragazzi gialloneri hanno messo in campo quello che avevano e nulla si può rimproverargli, ma l’uno a uno qualifica un Rangers più che mediocre. Storia recente a Lugano. Viva le vacanze!
Nonostante tutto ciò si è Campioni d’inverno che vale, otto volte su dieci, il titolo di Campione Svizzero in primavera. Fra un mese altra storia. Buon anno e Hopp YB!