
Da Nyon Flavio Ferraria
Si, poteva andare peggio. Difficile dire, senza conoscere a fondo le due squadre, se il sorteggio sia stato veramente fortunato. La trasferta, se fosse in Kazakistan, rappresenterebbe un lungo viaggio con un fuso orario di tre in più rispetto al nostro, per questo motivo la pratica qualificazione sarebbe opportuno chiuderla allo Stade de Suisse; più agevole sarebbe raggiungere Zagabria. Tutto questo dal punto di vista logistico, ma come sono sotto l’aspetto tecnico-tattico queste due squadre?
Sicuramente si saprà di più già da domani (ore 16.00 svizzera) quando nell’Astana Arena (per i padroni di casa si tratta della terza partita di qualificazione avendo battuto prima il Stutjeska, poi i danesi del Midjylland) i due club si sfideranno per il match d’andata. I Kazaki sono campioni essendo già finito (domenica) il loro campionato; mentre in Croazia il calcio d’inizio è stato dato nell’ultimo week end di luglio e la Dinamo ha pareggiato all’esordio in casa contro il Rudes e vinto per 3-1- ancora in casa – contro l’Istra con doppietta di Gavranovic.
Nelle prime qualificazioni di Champions i croati hanno avuto vita molte semplice contro gli israeliani del Beer Sheva vincendo in casa per cinque gol a zero e pareggiando nel deserto israeliano per 2 a 2. Il modulo preferito dall’allenatore, Bjelica (46 anni) un passato da giocatore in Germania, è il 4141; l’Astana, allenata dall’ucraino Grygorchuk, preferisce giocare con il 4141 con inserimenti sulle fasce dei due centrocampisti esterni.
Ci sarà modo per il nostro allenatore di studiare gli avversari per poi proiettarsi nella milionaria Champions League.