
Di Flavio Ferraria
Anche quest’anno, nel vero senso della parola, lo Stade de Suisse sarà il “dodicesimo uomo in campo”. Lo Young Boys ha (ri)conquistato il suo pubblico, ma anche una responsabilità. E’ il pubblico che ha cambiato i rapporti di forza dei gialloneri nelle ultime cruciali partite della scorsa stagione con un clamore crescente di cori e ululati. Chi non c’era con il Lucerna fatica a capire cosa è accaduto nel catino incandescente , in una comunione tra squadra e spalti.
Solo l’YB può avere un concentrato di pubblico capace di incitare la squadra fino alla morte anche quando perde (leggasi la finale di Coppa contro lo Zurigo). Una folla che si comporta (anche) come gli spettatori del Konzert Theater di Berna quando va in scena il meglio della rappresentazione musicale, capace di fischiare anche il miglior direttore d’orchestra.
Sfondato il muro dei 15.000 abbonati (a ieri di preciso le tessere vendute erano 15.280) fatto sta che lo Stade de Suisse supererà sempre le ventimila presenza ogni turno di campionato. Se domenica si battesse lo Zurigo e se si passasse il turno di play-off in Champions prevedo file per l’abbonamento. Al cuore non si comanda.